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PAOLO (ancona) |
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LUCA (civitanova) |
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Ho avuto il piacere di poter ascoltare una poesia da lei ieri a Civitanova e volevo mandargliene una che spero di poter trovare una prossima volta se ci sarà.
Amo in te
AMO IN TE Amo in te L'avventura della nave che va verso il polo Amo in te L'audacia dei giocatori delle grandi scoperte Amo in te le cose lontane Amo in te l'impossibile Entro nei tuoi occhi come in un bosco Pieno di sole E sudato affamato infuriato Ho la passione del cacciatore Per mordere nella tua carne Amo in te l'impossibile ma non la disperazione Nazim Hikmet
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ELENA C. |
Quando penso al juke-box di versi poetici, avverto una sorta di “orgoglio femminile” che mi fa pensare al coraggio delle donne o meglio al coraggio delle idee.
E’ fantastico poter pensare che esistano attori/attrici come Rosetta Martellini, che scelgono di giocare la loro battaglia contro la cultura alta,
contro l'arte auto-referenziale, contro l'autismo di un certo linguaggio, semplicemente “prendendosi cura della gente”.
La poesia come “cura” inaspettata, rivelazione immediata e pure economica.
Contro la noia e in favore della leggerezza.
Far arrivare le poesie alla gente. E non il contrario. La vera cultura è quella che ci vive e crea abitudini.
Sarebbe bello che le persone si abituassero a trovare testi per strada,come un fatto normale, o in questo caso attori pronti semplicemente a collegare il loro “cordone ombelicale” con “l’animo del passante distratto”, con l’immediatezza e la leggerezza di un fumetto, di una vignetta, di un cartello pubblicitario(SENSAZIONALE!!! Tubi di voce auto-amplificanti di VERSI!;”FATTI UNA POESIA!”, CURA GARANTITA, TEMPO MAX IMPIEGATO 2min.).
Versi letti per strada escono dalle pagine e diventano virus in espansione, da masticare di corsa.
Qualcosa con cui contaminare la vita e le strade.
La poesia resta una zona off, un segmento elitario della cultura, una roba per pochi, aulica, ermetica, demodè, intimista, fuori luogo e fuori tempo.
Rosetta Martellini è riuscita a portarla in strada e farla vivere con la semplicità e la generosità dei “santi”, che “non sanno quello che fanno” ma lo fanno perché sono guidati da una “rivelazione” che non possono abbandonare.
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MONIA C. |
Ti ho sentita più volte leggere poesie, racconti, è difficile distrarsi da una tua lettura. Ma quella sera mentre leggevi una poesia, e ti ascoltavano contemporaneamente una bambina di 4 anni, 2 ragazze rispettivamente di 34 e 39anni ed un ragazzo di 37 anni, nel bel mezzo di una fiera di paese, bhè 4 persone totalmente differenti, ma con lo stesso sguardo rapito, estasiato... è stato uno spettacolo nello spettacolo.
E' il suono delle parole che arriva a far vibrare le corde dell'anima... non è una questione di età.... è una questione di sensibilità e lasciarsi coccolare e diciamolo pure lasciarsi amare.
Grazie perchè ci trascini in percorsi in cui ci fai sentire vivi.
E per me che sono cristiana, ti ringrazio ancora di più, perché fai in modo che io non possa mai dimenticare che Dio ci ama.
Non stancarti di toccarci le corde dell'anima, per favore.
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ROBERTA (milano) |
Ti ho conosciuta a Sarzana nei giorni in cui vi era il Festival della Mente e mi hai conquistata con il tuo originale e dolce modo di avvicinare la poesia al vivere quotidiano...
Anche io sono tra quelle persone che hai fatto emozionare .... scappando via tra i vicoli della cittadina per la vergogna di mostrare a te due occhi lucidi....
Ho conservato da allora la poesia "pescata" a caso nel cesto....
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"Sconosciuto che passi!... Devo vedere come non perderti più"... Walt Whitman |
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Un grazie sincero e affettuoso a chi ha voluto, e a chi vorrà, condividere e regalare un pensiero al juke-box di poesia. Rosetta
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